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Medacta guarda con fiducia a futuro, malgrado il virus

Qualche ombra nell'immediato, ma sole sul futuro: questa è la posizione della dirigenza. KEYSTONE/TI-PRESS/PABLO GIANINAZZI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 06 aprile 2020 - 11:40
(Keystone-ATS)

Medacta continua ad avere fiducia nel futuro della sua attività, nonostante la crisi contingente del coronavirus: è il messaggio lanciato oggi dal Ceo Francesco Siccardi.

Il manager si è così espresso in concomitanza con la presentazione delle informazioni sulla redditività nel 2019 del gruppo con sede a Castel San Pietro (TI) che produce dispositivi medici ortopedici.

"In questi momento difficili, la nostra priorità è proteggere la salute e la sicurezza dei nostri dipendenti, dei clienti e dei pazienti", afferma Siccardi in un comunicato diffuso oggi. La dirigenza "sta lavorando molto duramente per valutare e mitigare i rischi e intraprendere azioni che limitano l'impatto finanziario dell'epidemia che sta colpendo le nostre attività".

Medacta si aspetta che i pazienti in terapia ortopedica contribuiscano a generare liste d'attesa in diversi mercati: a seconda della durata del rinvio degli interventi chirurgici, più avanti nel corso dell'anno interverrà quindi una ripresa.

"Nel complesso, siamo fiduciosi che i fondamentali a medio e lungo termine non siano cambiati e che la crescita incoraggiante che abbiamo sperimentato nei primi mesi dell'anno tornerà dopo la fine della tempesta", spiega Francesco Siccardi, figlio del fondatore Alberto, che è presidente del consiglio di amministrazione.

Sul fronte contabile, Medacta ha realizzato nel 2019 un risultato operativo a livello Ebitda di 53 milioni di franchi, in calo dagli 86 milioni dell'anno prima. L'utile rettificato - al netto dei fattori straordinari come per esempio l'entrata in borsa - si è attestato a 92 milioni, il 4% in più del 2018.

Il margine Ebitda rettificato è passato da 32,3% a 29,5%. Il giro d'affari, già resto noto in precedenza, è salito da 273 a 311 milioni di franchi. Anche l'organico si è ampliato, passando da 973 a 1101 dipendenti.

Il 2020 era partito bene, prima che scoppiasse la crisi del coronavirus. Nei primi due mesi il fatturato è salito del 10-15%, poi marzo si è rivelato negativo: sull'insieme del trimestre la progressione dei ricavi è a una bassa cifra percentuale, fa sapere il gruppo.

La società non fornisce peraltro previsioni concrete riguardo all'esercizio in corso: in considerazione delle numerose imponderabilità non è possibile avanzare stime a breve termine, viene specificato. Tuttavia Medacta si aspetta che la ripresa possa instaurarsi verso la fine del 2020 e all'inizio del 2021. Vista la situazione il gruppo rinuncia comunque a versare un dividendo.

Il gruppo l'anno scorso ha festeggiato i 20 anni di esistenza e in aprile è sbarcato alla borsa di Zurigo. Da parte sua la famiglia Siccardi è entrata anche nel club dei super-ricchi svizzeri, un elenco stilato a ritmo annuale da Bilanz: il quindicinale economico stima il patrimonio a 1,75 miliardi, cosa che pone i Siccardi al 107esimo posto fra i più facoltosi del Paese. In Ticino Medacta è stata peraltro anche al centro di un acceso dibattito sul livello degli stipendi elargiti e sul ricorso a personale frontaliero.

Oggi in borsa il titolo della società del Mendrisiotto guadagna circa il 6% a più o meno 54 franchi, in un mercato generalmente ben orientato (SMI +2%). Un mese fa l'azione valeva circa 70 franchi. Al momento del primo sbarco sul mercato dei capitali il certificato veniva scambiato a 96 franchi.

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