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Media: stipendi nel settore stagnano da 14 anni

Gli stipendi nel settore dei media in Svizzera stagnano da ormai 14 anni. Immagine d'archivio della sede dell'agenzia Keystone-ATS. KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 27 agosto 2020 - 10:18
(Keystone-ATS)

Gli stipendi nel settore dei media in Svizzera stagnano da ormai 14 anni. È il risultato a cui giunge un nuovo studio dell'Unione sindacale svizzera (USS) e di sindacati del ramo. Una soluzione sarebbe un contratto collettivo di lavoro (CCL).

Nel febbraio 2020, epoca in cui è stato effettuato il sondaggio, lo stipendio mediano risultava di 7333 franchi, si legge in un comunicato odierno dell'USS. Questo significa che la metà degli intervistati guadagnava più di quella cifra e l'altra metà meno. Si tratta di circa 800 franchi in più dello stipendio mediano in Svizzera, ma allo stesso tempo è una situazione praticamente invariata rispetto al 2006.

Presso la SSR si è registrato lo stipendio mediano più alto (7900 franchi), cifra che scende a 7633 per le pubblicazioni specialistiche, a 7333 per le riviste di associazioni, a 7279 per le pubblicazioni online e a 7143 per i tradizionali giornali cartacei. Molto più in basso si trovano i dipendenti di tv e radio private, con uno stipendio mediano di 5526 franchi.

L'importanza del CCL

Dallo studio, secondo l'USS, emerge l'importanza del CCL. I lavoratori del settore mediatico senza un contratto di tale tipo guadagnano in media 800 franchi in meno al mese. I CCL - attualmente diffusi quasi solo nella Svizzera romanda - avrebbero un effetto benefico in particolare sui salari più bassi.

Rispetto al 2006 si è degradata in particolare la situazione dei lavoratori indipendenti. Lo stipendio mediano è crollato da 7000 a 5600 franchi. Solo un quinto degli intervistati può fatturare l'effettivo tempo di lavoro effettuato.

Più in generale, in un anno le donne del settore guadagnano fra 1900 e 3100 franchi in meno rispetto ai colleghi uomini. Le differenze di genere meno marcate si trovano presso la SSR.

Sempre più pressione

Oltre alla situazione salariale non brillante, lo studio evidenzia la sempre maggiore pressione sul lavoro nel settore dei media, dovuto in particolare alle scadenze stringenti. I dipendenti spesso si trovano a lavorare anche nel tempo libero. Il 60% degli indipendenti e un quarto dei salariati hanno paura di perdere il proprio posto. L'identificazione col proprio lavoro è però ancora alta.

Lo studio è stato effettuato online e vi hanno partecipato oltre 1600 persone. Le domande si riferivano alla situazione in febbraio, ovvero prima della pandemia di coronavirus.

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