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Puntare sulla interprofessionalità per garantire anche in futuro cure mediche di base sull'insieme del territorio nazionale.

KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

Nel 2020 in Svizzera mancheranno 2'000 medici generalisti e più del doppio entro il 2025. Entro il prossimo decennio il 60% dei medici di famiglia attualmente in attività si ritirerà. La situazione è allarmante, secondo la categoria, e bisogna correre ai ripari.

L'Associazione Medici di famiglia e dell'infanzia Svizzera (mfe), in collaborazione con i suoi partner è alla ricerca di "soluzioni innovative" che permettano di garantire anche in futuro cure mediche di base sull'insieme del territorio nazionale. Quale soluzione? L'interprofessionalità.

Si tratta - secondo un comunicato odierno di mfe - di un modello di cure che poggia su gruppi di persone in rappresentanza delle professioni sanitarie più diverse, che entrerebbero in funzione a seconda dei casi da trattare, al servizio del paziente, che beneficerebbe così di "competenze professionali di alto livello". Ne conseguirebbero il miglioramento delle cure e l'utilizzo più efficiente sia delle risorse che del personale.

Per arrivare a tanto - precisa mfe - bisogna far funzionare un nuovo genere di cooperazione, incoraggiando la comunicazione tra gli operatori sanitari e il paziente. "Tutti i partecipanti devono conoscere le competenze particolari degli altri specialisti e rispettare i limiti della propria professione", spiega Philippe Luchsinger, presidente di mfe, il quale ammonisce: "Dobbiamo tutti rivedere il nostro modo di pensare, per il bene del paziente".

L'associazione ricorda che è dal 2009 che punta sulla nozione di interprofessionalità e ne ha fatto una "priorità strategica". Il futuro della categoria dei medici di famiglia e dell'infanzia è tutt'altro che assicurato. Occorre operare a vari livelli, dall'accrescere l'attrattiva della professione agli investimenti nella formazione, passando da tempi di lavoro e remunerazione più adeguati. Ma sono misure che risulteranno efficaci soltanto e medio e lungo termine, avverte mfe.

"L'interprofessionalità deve far parte integrante della formazione per tutti i mestieri connessi con la salute e va imperativamente incoraggiata", afferma Marianne Pfister, segretaria centrale di Spitex Svizzera. Solo così il paziente trarrà un "reale beneficio".

SDA-ATS

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