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Medicinali e integratori a base di erbe, sempre più di moda, nascondono delle insidie per il fegato pari se non superiori a quelle dei farmaci tradizionali, avvertono gli esperti riuniti nell'International Liver Congress che si chiude oggi a Londra, con l'aggravante che per molte persone 'sono solo erbè, che non vale la pena di menzionare al proprio medico.

Hanno ingredienti 'innocentì, come curcuma o the verde, che però per qualcuno possono essere tossici. Oppure hanno un principio attivo 'naturalè in etichetta, e poi si scopre che invece contengono nimesulide.

Il fenomeno è difficile da quantificare, ma si stima che tra 12 e 19 persone ogni 100mila che prendono farmaci sviluppino un problema al fegato, una cifra non alta ma significativa, se si pensa che nel 10% dei casi il paziente muore.

Circa un terzo delle segnalazioni, il 31,9%, ha spiegato Dominique Larrey, epatologo della scuola di medicina di Montpellier, riguarda gli antibiotici, con in testa l'associazione amoxicillina e acido clavulanico che da sola conta 23% dei casi, mentre una patologia su dieci è ascrivibile alle 'herbal medicines' che sono usate dal 32% dei malati.

"C'è una grande preoccupazione per medicinali e integratori a base di erbe - spiega l'italiano Mario Mondelli, infettivologo del policlinico San Matteo di Pavia - perché nei pazienti c'è la convinzione che siano prodotti naturali e quindi non possano far male, ma è sbagliato per vari motivi. Le erbe, infatti, possono essere direttamente tossiche o esserlo per i metodi di estrazione, per i principi attivi che non sono mai puri e per i dosaggi che non sono controllati".

La stima considerata più attendibile afferma che il 9% delle segnalazioni di danni al fegato dipende da questi prodotti ma potrebbe essere più bassa della realtá, ha affermato Larrey, anche perchè è emerso che il 90% delle persone che li usa non lo dice al medico, una abitudine che può essere pericolosa ad esempio se si prendono contemporaneamente altri farmaci.

Le sostanze 'naturalì epatotossiche censite finora sono più di 50. Ci sono stati casi segnalati di malattie del fegato provocate dal lievito di riso rosso, un prodotto molto usato contro il colesterolo che però può essere contaminato da un microfungo, mentre sono stati pubblicati dati su epatiti provocate dai 'famosì prodotti Herbalife. Emblematico il caso del Fortodol, un antidolorifico teoricamente a base di curcuma ma che invece conteneva nimesulide, principio attivo noto proprio per il rischio di danni al fegato.

L'attenzione verso le medicine 'naturalì, conclude Mondelli, non deve far dimenticare che anche i farmaci tradizionali, molto più controllati, possono nascondere rischi. "L'amoxicillina- clavulanico è il farmaco numero uno nel mondo occidentale per segnalazioni di epatotossicitá, e gli antibiotici sono tra i principali nemici del fegato - ricorda -. Le cifre sono basse ma è un motivo in più per usarli correttamente".

SDA-ATS