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L'Autorità palestinese del presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas) ha annunciato oggi l'indizione delle più volte rinviate elezioni legislative e presidenziali entro il prossimo settembre.

Una decisione che è difficile non ritenere un riflesso degli eventi in Egitto che hanno portato alle dimissioni, dopo 30 anni, del presidente Hosni Mubarak, un leader sul quale sia l'ANP sia Israele facevano affidamento.

Israele si è intanto felicitato per l'annuncio del Cairo secondo il quale saranno onorati tutti i trattati internazionali dell'Egitto, incluso quello di pace con lo stato ebraico.

Quasi contemporaneamente all'annuncio dell'ANP è giunto anche quello delle dimissioni di Saeb Erekat, il maggiore negoziatore palestinese che ha alle sue spalle un'almeno ventennale esperienza di negoziati con Israele, dei quali ha conosciuto tutti i maggiori esponenti politici.

Yasser Abed Rabbo, ex ministro dell'informazione e attuale collaboratore di Abu Mazen, ha detto che l'ANP "ha deciso di tenere elezioni presidenziali e legislative non più tardi del prossimo settembre". L'Autorità, ha aggiunto con un apparente riferimento a Hamas - il movimento islamico al potere nella striscia di Gaza - "esorta tutte le fazioni ad accantonare i contrasti tra loro esistenti per il bene del popolo palestinese".

La risposta, negativa, di Hamas è giunta subito dopo. Ismail Radwan, un portavoce del gruppo, ha detto che il movimento islamico non riconosce più la legittimità dell'Autorità di indire elezioni. "Non parteciperemo a queste elezioni e non ne riconosceremo i risultati" ha detto, aggiungendo che la premessa per nuove elezioni è la ricostituzione dell'unità nelle file palestinesi, sulla base "dei nostri sacri principi", come il diritto al ritorno in Israele dei profughi palestinesi.

Erekat ha detto di aver rassegnato le dimissioni - apparentemente accettate dal presidente Abu Mazen - in seguito alle rivelazioni su WikiLeaks, circa un mese fa, di documenti concernenti i negoziati con Israele. Secondo quelle carte ci sono rivelazioni, molto imbarazzanti per l'ANP, di concessioni fatte dai dirigenti palestinesi ai negoziati di pace col governo dell'allora premier Ehud Olmert.

Documenti che la Tv del Qatar Al Jazira aveva ampiamente pubblicizzato in tutto il mondo arabo, rivolgendo implicite accuse ai responsabili palestinesi, tra i quali Erekat, di aver tradito la causa palestinese, facendo a Israele concessioni su principi irrinunciabili.

Erekat ha detto di assumersi la responsabilità per il furto dal suo ufficio dei documenti che, a suo dire, sono poi stati "deliberatamente" ritoccati e di aver perciò deciso di rassegnare le dimissioni.

Al Fatah, la fazione di cui è il leader il presidente Abu Mazen, dopo aver tenuto un imbarazzato silenzio sugli eventi in Egitto fino alle dimissioni di Mubarak, ha finalmente rilasciato oggi una dichiarazione in cui afferma "di rispettare la volontà di democrazia e liberta del popolo egiziano".

Su cosa riservi il futuro dopo la scomparsa dalla scena politica di Mubarak, Israele e Anp si trovano a condividere la stessa preoccupata incertezza e la convinzione che si sia aperto un periodo di grande instabilità denso di rischi, che oltre a rinviare ulteriormente le prospettive di pace potrebbe portare sulla scena politica, anche regionale, volti nuovi o poco conosciuti.

Nello Stato Ebraico le preoccupazioni per il futuro dei rapporti con l'Egitto sono state temperate oggi dall'assicurazione del nuovo governo militare al Cairo che continueranno a essere onorati tutti i trattati internazionali dell'Egitto, incluso quello di pace con Israele. Il premier Netanyahu, in un comunicato, si è rallegrato dell'annuncio egiziano e ha affermato che il trattato di pace tra i due paesi resta "un pilastro per la pace e la stabilità nell'intero Medio Oriente".

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SDA-ATS