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TEL AVIV - L'impegno a far ripartire quanto prima un negoziato diretto fra israeliani e palestinesi è stato ribadito oggi a Gerusalemme dall'emissario della Casa Bianca, George Mitchell, d'intesa con il premier d'Israele, Benyamin Netanyahu, nel quadro dei colloqui della seconda giornata di una sua ennesima missione nella regione.
Reduce da un incontro apparentemente positivo, ma ancora interlocutorio, avuto ieri a Ramallah con il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen (Mahmud Abbas), l'emissario americano ha visto oggi sia Netanyahu, sia il ministro della difesa israeliano, Ehud Barak. E con entrambi ha concordato sulla volontà di favorire una rapida transizione dagli attuali colloqui indiretti (proximity talks) a una fase più incisiva di trattative faccia a faccia Israele-Anp.
Riassumendo i risultati delle discussioni, Mitchell ha parlato di atmosfera "costruttiva", ma non è stato ancora in grado di annunciare svolte concrete.
Il capo negoziatore dell'Anp, Saeb Erekat, ha ieri affermato che le condizioni minime per un rilancio dei negoziati diretti non sono state ancora raggiunte, sottolineando tuttavia più tardi l'intenzione di "continuare a lavorare" con l'inviato di Barack Obama per centrare l'obiettivo. Fonti anonime palestinesi hanno evocato a loro volta tracce di "progressi", aggiungendo che una risposta definitiva di Abu Mazen alle sollecitazioni degli Usa potrebbe essere ormai questione di giorni.

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SDA-ATS