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Per lavorare al meglio serve un rapporto equilibrato fra i sessi, sostiene Grossen.

KEYSTONE/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

Nel Consiglio federale è meglio avere una donna in più che un ticinese: è l'opinione di Jürg Grossen, unico candidato alla presidenza dei Verdi liberali svizzeri, riguardo alla successione di Didier Burkhalter in governo.

"Il Ticino rappresenta un'importante minoranza, che sicuramente ogni tanto può vantare una rivendicazione. Ma altre regioni della Svizzera non hanno più un consigliere federale da molto tempo e alcuni cantoni non l'hanno mai avuto", afferma il consigliere nazionale bernese in un'intervista pubblicata oggi al Blick.

"Per me sarebbe più importante avere di nuovo tre donne in governo. Quindi meglio una donna che un ticinese", sottolinea Grossen. A suo avviso le donne portano infatti avanti una politica "molto sostenibile".

La preferenza del 47enne andrebbe per una costellazione a quattro donne nell'esecutivo federale o perlomeno a tre. "Due sono sicuramente troppo poche". "Nella mia azienda e nel partito ho fatto l'esperienza che i risultati diventano migliori con una buona rappresentanza femminile".

Secondo Grossen negli ambiti dominati dagli uomini si agisce spesso in base a modelli predefiniti. Le donne portano invece nuovi stimoli e punti di vista. Per avere le soluzioni migliori servono team equilibrati. "E questo è necessario anche in Consiglio federale".

Grossen è stato nominato dalla direzione del PVL alla successione di Martin Bäumle, che il 19 maggio aveva annunciato di voler lasciare la guida del partito. I delegati Verdi liberali eleggeranno il nuovo presidente il 26 agosto.

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SDA-ATS