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Il logo della PriceWaterhouseCooper che ha realizzato lo studio

Keystone/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Le imprese svizzere hanno beneficiato di maggiore continuità nel 2016: solo il 12,7% di esse hanno cambiato direttore generale l'anno scorso contro il 17,6% nel 2015.

La debole fluttuazione è da ricondurre all'ambiente economico complessivamente buono e alla performance generalmente positiva delle imprese, secondo lo studio "2016 Ceo Success Study", realizzato dalla Strategy&, settore di consulenza strategica della PricewaterhouseCoopers (PwC), che ha analizzato i cambiamenti intervenuti alla testa delle 2500 più grandi aziende internazionali quotate in borsa.

Fattori di insicurezza esterni come un contesto politico movimentato, comporta una maggiore continuità all'interno delle imprese, sottolinea lo studio, aggiungendo che il tasso di fluttuazione a livello mondiale era del 14,9% nel 2016 e del 16,6% nel 2015.

Lo studio costata inoltre che le donne continuano a essere un'eccezione ai posti di direzione: tra le 2500 più grandi imprese esaminate 12 donne sono state nominate Ceo nel 2016, ossia il 3,6% dei nuovi posti occupati nelle direzioni. Nello spazio germanofono (Germania, Austria, Svizzera) il tasso (3%) è inferiore alla media mondiale.

La congiuntura favorevole sollecita le imprese a pianificare la successione a lungo termine e a preparare la sostituzione con candidati interni: l'anno scorso l'82% dei posti per nuovi direttori è stato attribuito a dipendenti dell'azienda. Nello spazio germanofono la percentuale era del 75%, ma lo studio rileva che la Germania è più propensa a questa soluzione rispetto alla Svizzera.

D'altra parte l'esperienza internazionale resta molto apprezzata: le imprese elvetiche puntano fortemente (62%) su Ceo che dispongono di questa esperienza. Nello spazio germanofono il 57% dei nuovi Ceo hanno lavorato all'estero, mentre nella media mondiale la percentuale è del 24%.

SDA-ATS

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