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Gli stranieri sono meno attratti dalla possibilità di acquistare una residenza secondaria in Svizzera. È quanto risulta dalle ultime statistiche pubblicate dall'Ufficio federale di giustizia (UFG) per il 2013, riprese anche dalla "NZZ am Sonntag" in edicola oggi.

Tra i principali acquirenti figurano cittadini Ue, specie tedeschi e britannici, ma non mancano cittadini dell'Est europeo.

Nel 2013, la Confederazione ha rilasciato 1159 autorizzazioni (188 per il Ticino e 140 per i Grigioni) per la vendita a stranieri di case di vacanza, di cui 796 hanno dato luogo a una transazione iscritta nel registro fondiario (71 in Ticino e 137 nei Grigioni).

Le autorizzazioni - il contingente federale annuo per i cantoni è di 1500 - sono in calo da alcuni anni: nel 2012 ne sono state rilasciate 1372, nel 2011 1330. Nel 2010 erano ancora 1854.

Nel 2006, le autorizzazioni erano state 1911 (291 per il Ticino e 336 per i Grigioni), di cui 1485 hanno dato luogo a una iscrizione (201 in Ticino e 314 nei Grigioni).

Per il 2013, dopo aver dedotto le transazioni tra stranieri e l'acquisto da parte di cittadini svizzeri, il numero di alloggi netti acquistati da stranieri è sceso di 187 unità, a fronte di una crescita di 17 unità nel 2012. In Ticino, la flessione è risultata di 33 unità e nei Grigioni di 77 unità.

A titolo di paragone, su 1485 transazioni nel 2006, si era registrata una crescita netta di alloggi di proprietà di stranieri di 789 unità, di cui 162 in Ticino e 100 nei Grigioni.

Il settimanale svizzerotedesco adduce tra le spiegazioni della flessione registrata negli ultimi anni effetti dell'iniziativa Weber approvata dal popolo nel marzo del 2012. La statistica dell'UFG si limita a riportare i dati nudi e crudi.

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SDA-ATS