Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Un cantiere di Zurigo (archivio)

KEYSTONE/PETRA OROSZ

(sda-ats)

Lo scorso anno in Svizzera sono aumentati i controlli sulle condizioni di lavoro e salariali nelle imprese: quasi un terzo delle aziende con un contratto collettivo (CCL) sono sospettate di infrazione. Il 9% delle aziende senza CCL non era in regola.

Nel 2015 - scrive la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) dopo i rapporti delle commissioni tripartite e paritetiche - sono state passate al setaccio oltre 45'000 imprese e 175'000 persone. La maggior parte rispetta le condizioni salariali e lavorative vigenti in Svizzera.

Le commissioni tripartite (CT) hanno controllato presso 10'561 datori di lavoro l'osservanza della normativa nei settori senza CCL di obbligatorietà generale. Rispetto al 2014, i controlli sono aumentati del 18%. Sono stati segnalati casi di dumping salariale per 979 datori di lavoro svizzeri. Con essi le CT hanno avviato procedure di conciliazione al fine di ottenere, tra l'altro, il pagamento posticipato dei salari. Il 51% di queste procedure ha avuto esito positivo.

Da parte loro le commissioni paritetiche (CP) hanno controllato il rispetto delle condizioni salariali e lavorative presso 10'614 datori di lavoro. Rispetto all'anno prima i controlli sono aumentati del 20%. Sono state rilevate infrazioni alle disposizioni vincolanti sui salari in 3'083 imprese svizzere, una percentuale (29%) identica al 2014.

Particolare attenzione è stata riservata ai lavoratori distaccati e indipendenti provenienti dagli Stati UE/AELS. Viste le differenze di retribuzione tra la Svizzera e il loro Paese d'origine, essi sono più esposti al rischio di dumping salariale.

Delle 12'283 persone controllate presso 5'377 aziende, sono emerse infrazioni che concernono 1'697 lavoratori di 681 aziende. Il 73% delle 469 procedure di conciliazione avviate con tali aziende si è concluso positivamente. Ciò mostra - secondo la Segreteria di Stato dell'economia - che la maggioranza dei prestatori di servizi si comporta correttamente. Le CT hanno inoltre verificato lo statuto di 3'673 lavoratori indipendenti, riscontrando 168 casi di pseudo-indipendenza.

Da parte loro le CP hanno controllato le condizioni salariali e lavorative di 21'302 lavoratori distaccati in 8'290 aziende che distaccano lavoratori. Nel 2015 le CP hanno inflitto 1'662 pene convenzionali a seguito di violazioni delle disposizioni sui salari dei CCL di obbligatorietà generale. Le CP hanno inoltre controllato lo statuto professionale di 3'718 prestatori di servizi indipendenti della zona UE-AELS, riscontrando 250 casi di pseudo-indipendenza.

Rispetto ad altre regioni, la densità dei controlli è stata maggiore nei cantoni Ginevra e Ticino, nei quali l'occupazione di lavoratori frontalieri occupa un posto di rilievo, scrive la SECO.

"Le misure di accompagnamento si sono dimostrate un valido strumento di lotta contro gli effetti indesiderabili dell'accordo sulla libera circolazione delle persone per quanto concerne le condizioni di lavoro e di salario in Svizzera", rileva ancora la SECO.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS