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Merck Serono: personale prolunga sciopero

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 giugno 2012 - 18:26
(Keystone-ATS)

Il personale della Merck Serono, in sciopero da stamane dopo la risposta negativa data ieri dalla direzione alle rivendicazioni dei dipendenti, ha deciso l'astensione del lavoro anche per domani. Come stanotte, alcuni manifestanti hanno deciso che bivaccheranno sul posto.

La decisione di prolungare il movimento di protesta è stata adottata durante un'assemblea generale. Inoltre, nel centro città verrà organizzata giovedì pomeriggio una manifestazione per sensibilizzare il mondo politico.

Con questa strategia, gli scioperanti vogliono mantenere la pressione sulla direzione del gruppo germanico affinché migliori il piano sociale e incitare le autorità locali ad adoperarsi per preservare il maggior numero di posti di lavoro a Ginevra.

I dipendenti che hanno incrociato le braccia oggi hanno ricevuto il sostegno di alcuni politici attivi sia a livello cantonale che federale. Davanti al cancello dell'azienda si è visto il consigliere nazionale Carlo Sommaruga (PS/GE), come anche alcuni membri del legislativo cittadino.

Sul piazzale dell'impresa erano presenti oltre cento impiegati, comportatisi del tutto pacificamente. Alcuni dipendenti hanno dormito in tenda davanti allo stabile per manifestare simbolicamente la loro collera, ha indicato Unia. "Non impediamo alla gente d'entrare, ma cerchiamo di convincerla ad unirsi a noi", ha detto all'ats Alessandro Pelizzari, segretario regionale del sindacato.

Stando a Unia, "le attività della ditta sono state assai rallentate dal movimento di protesta". L'edificio è rimasto praticamente vuoto come durante lo sciopero della settimana scorsa.

Pur riconoscendo il diritto degli impiegati di incrociare le braccia, la direzione del gruppo farmaceutico ha fatto sapere in giornata di non volere scompiglio all'interno del sito. A tale riguardo la direzione ha schierato alcuni agenti di una società di sicurezza privata.

Ieri la direzione di Merck Serono non è entrata in materia sulle proposte alternative presentate dal personale e ha confermato la chiusura dell'azienda ginevrina. Cinquecento impiegati saranno licenziati e per altri 750 è previsto il trasferimento in altri paesi.

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