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Meriam Yahia Ibrahim Ishag, la donna sudanese condannata a morte per apostasia a maggio e liberata ieri dopo l'annullamento della sentenza dalla Corte d'appello, non è stata nuovamente arrestata oggi, insieme al marito, come appreso nel pomeriggio. Lo hanno assicurato le autorità sudanesi agli Stati Uniti, precisando che la donna è stata solo fermata e presto potrà partire.

Lo rende noto in serata la portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Marie Harf. "Il governo sudanese ha informato il Dipartimento di Stato che la famiglia è stata temporaneamente fermata per alcune ore all'aeroporto per questioni relative al loro viaggio", ma "non sono stati arrestati", ha detto la portavoce, aggiungendo che gli Usa sono in contatto con le autorità sudanesi "per garantire che possano partire rapidamente e in sicurezza dal Sudan".

SDA-ATS