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Merkel e Germania nel mirino, stretta sulle espulsioni

Stretta in Germania sul diritto di asilo dopo il Capodanno da incubo di Colonia. La sensazione di essere "sotto attacco", a Berlino, si fa sempre più netta.

E ancora una volta il destino di Angela Merkel e quello del suo Paese sembrano intrecciarsi: l'emergenza colpisce la Germania, che oggi piange almeno otto vittime dell'attentato di Istanbul, e la cancelliera, alle prese con l'amarissimo bilancio di San Silvestro e le inevitabili conseguenze politiche.

Prima che polemiche già innescate con veemenza diventino un nuovo pericoloso tormentone per la leader – un ex presidente della Corte costituzionale ha parlato di "fallimento politico eclatante", puntando il dito direttamente contro la donna che oggi incarna la guida d'Europa - il governo ha annunciato l'intesa sul giro di vite sul diritto d'asilo.

Due ministri, il cristiano-democratico Thomas De Maizière, titolare dell'Interno, e il socialdemocratico Heiko Maas, della Giustizia, hanno trovato l'accordo su una legge che preveda espulsioni più facili nel caso in cui cittadini stranieri si macchino di reati.

"Per delitti sessuali, contro la vita, lesioni corporali, attacchi alle forze dell'ordine, reati contro il patrimonio, quelli che prevedono una pena da scontare in carcere almeno di un anno, gli immigrati dovranno fare i conti con la possibilità di essere espulsi", ha detto de Maizière. E anche in casi meno gravi la procedura di allontanamento dal Paese sarà "possibile".

È la risposta alle centinaia di donne che in questi giorni hanno denunciato gli attacchi subiti a Colonia, e in altre città tedesche, durante i festeggiamenti di Capodanno. Molestie che, fra l'altro, sporadicamente e in modo isolato continuano ad accadere in questi giorni. Anche oggi il bilancio delle denunce della città renana del Capodanno è salito: sono 653, ieri erano 100 in meno. E il numero uno dell'Anticrimine federale ha ribadito che quegli attacchi sono stati organizzati: gli aggressori sono arrivati da diverse regioni dandosi appuntamento sui social network, a Colonia e in altre città.

Non ci sarebbe stata, però, dietro il massiccio attacco, la regia complessiva di una forma di criminalità organizzata. Mentre le indagini e i tentativi di dare una spiegazione vanno avanti, la Germania è stata colpita da un attentato che nel cuore di Istanbul ha fatto strage di turisti tedeschi.

Il ministero degli Esteri ha istituito un'unità di crisi e messo immediatamente in guardia i concittadini che si trovano sul posto: "Evitare assembramenti nelle pubbliche piazze e attrazioni turistiche, almeno temporaneamente". I governi dei due Paesi sono in stretto contato per accertare dinamica e vittime, e in serata Angela Merkel ha avvertito che il bilancio dei morti potrebbe anche aumentare. "I terroristi sono nemici della gente libera, sono nemici di tutta l'umanità", ha affermato condannando l'attentato.

La tragedia di Sultanahmet sarà ovviamente un nuovo ostacolo per la cancelliera, attaccata in casa da mesi per la politica dell'accoglienza, che ha portato nel Paese oltre un milione di richiedenti asilo nel 2015. Horst Seehofer, il difficile alleato bavarese della Csu, è tornato alle minacce: stando al parere di un ex giudice costituzionale, Udo di Fabio, la Baviera ha la facoltà di trascinare Frau Merkel davanti all'Alta Corte se la cancelliera non chiude le frontiere nell'emergenza.

Ha fallito proprio la sua politica e "clamorosamente", secondo Hans Juergen Papier, che in passato ha guidato i giudici di Karlsruhe. "Deve seguire una politica rigorosa sull'asilo, provvedere a una chiara separazione fra tutela dei profughi e politica della migrazione, e mettere al sicuro le frontiere del Paese", ha detto all'Handelsblatt. Per il cambio di rotta, ha accusato, "è già in ritardo".

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