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Ancora un duro colpo del governo del presidente Enrique Pena ai narcos messicani: nel municipio di Rio Bravo, nello stato di Tamaulipas al confine con gli Stati Uniti, gli uomini dell'esercito hanno catturato il capo del cartello del Golfo, Mario Armando Ramirez Trevino, 51 anni.

Qualche settimana fa, la marina militare era riuscita a catturare il capo del cartello di Los Zetas, Miguel Angel Trevino, noto come "Zeta 40", un altro dei baroni della cocaina del paese.

Su Ramirez Trevino - conosciuto a sua volta come "X-20" o "Il Calvo" - l'amministrazione Usa offriva da qualche mese fino a 5 milioni di dollari per qualsiasi informazione riguardante il capo del Golfo. Secondo alcune fonti, Ramirez Trevino è un ex investigatore della polizia divenuto dipendente dalle droghe e che tempo fa ha iniziato a collaborare con i narcos del Golfo.

Nell'operazione organizzata dalle forze della sicurezza per la cattura di "el Pelon" (il Calvo) hanno preso parte una grande quantità di uomini, oltre a dieci elicotteri e due aerei. Per ore, gli uomini chiamati alla cattura del boss hanno monitorato un esteso territorio di Tamaulipas, alla ricerca di un convoglio di veicoli con a bordo uomini armati.

Diversi posti di blocco erano d'altra parte stati allestiti in diversi punti: il boss è stato poi catturato proprio in uno di questi.

Dopo l'arresto, e al fine di prevenire eventuali reazioni da parte degli uomini del Golfo, le forze armate e gli organismi federali e locali della polizia hanno portato a termine un ampio dispiegamento di forze - tra l'altro anche con il sorvolo di elicotteri militari - nell'area di frontiera tra Tamaulipas e gli Stati Uniti. Sulla base di quanto hanno riferito testimoni sulle reti sociali, ci sono stati "situazioni di alto rischio" e scontri armati.

Nel panorama sempre molto fluido dei cartelli del crimine organizzato del Messico, il Golfo si trova in un momento di crisi, tra l'altro perché non è chiaro chi è l'uomo che lo guida. Il cartello controlla gran parte delle rotte della marijuana e della cocaina diretta negli Stati Uniti e che passa dalla zona di Matamoros: un vero "corridoio" della droga, sottolineano gli analisti messicani.

Ormai da anni il Golfo è in guerra con quegli stessi uomini che in passato costituivano il suo braccio armato, e cioè Los Zetas.

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SDA-ATS