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Il presidente messicano Enrique Pena Nieto (foto d'archivio).

KEYSTONE/AP/REBECCA BLACKWELL

(sda-ats)

Il Partito Rivoluzionario Istituzionale (Pri) del presidente messicano Enrique Pena Nieto, è riuscito a conservare, pur con un ristretto margine, il controllo dello Stato di Messico - il più popoloso del Paese - nelle elezioni svoltesi ieri.

L'opposizione di centrosinistra non ha però ancora accettato la sua sconfitta.

Concluso lo scrutinio del 98% dei voti nel conteggio preliminare, il candidato governatore del Pri, Alfredo del Mazo, ha ottenuto il 33,31% dei voti, battendo Delfina Gomez, del Movimento di Rigenerazione Nazionale (Morena) che si è fermata al 31,02%. Questi risultati, diffusi dall'Istituto nazionale elettorale (Ine) sono però stati contestati da Andrés Manuel Lopez Obrador, leader del Morena, che li ha definiti una "farsa", aggiungendo che il suo partito "non intende accettare questa frode elettorale".

Le elezioni nello Stato di Messico risultano cruciali per il Pri, che lo governa ininterrottamente da 87 anni. La vittoria di del Mazo, però, è amara: sei anni fa l'attuale governatore, Eruviel Avila, aveva ottenuto un risultato superiore di 25 punti a quello di queste elezioni, il che dimostra una forte erosione dell'appoggio elettorale.

Il Pri è inoltre riuscito a mantenere anche la poltrona di governatore nello Stato di Coahuila (centro-nord), anche se a Nayarit (centro della costa pacifica) i risultati preliminari danno come vincitore Antonio Echevarra, del Partito di Azione Nazionale (Pan, dell'opposizione di centro-destra).

SDA-ATS

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