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La polizia messicana ha scoperto oggi 11 cadaveri che presentavano segni di tortura e ferite di arma da fuoco a Boca del Rio, alla periferia di Veracruz, la capitale dell'omonimo stato, sulla costa del golfo di Messico.

I primi indizi sembrano indicare che i corpi -ritrovati accanto a un veicolo abbandonato, nel quartiere di Tampiquera- appartengono a vittime di un regolamento di conti fra bande criminali, a causa del "narcomessaggio" lasciato accanto ai cadaveri, su un cartone arancione.

"Ora inizia la guerra. Volevano la guerra e la guerra avranno. Vogliono tutto il potere per mettere la loro gente, ma qui moriremo tutti", si leggeva sul cartone.

Il ministro federale degli Interni, Miguel Osorio, si è riunito con il governatore di Veracruz, Miguel Angel Yunes, per discutere sull'aumento della violenza nello stato, dovuto agli scontri fra due narcobande,il Cartello del Golfo e Los Zetas.

Nel settembre del 2011 furono ritrovati nella stessa zona 35 cadaveri -persone uccise a colpi di tubi di metallo o asfissiate in un vagone ferroriario- e la responsabilità della strage fu attribuita al cartello Jalisco Nueva Generacion, come rappresaglia per un attacco dei Los Zetas.

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SDA-ATS