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El Chapo dopo la cattura

Keystone/AP/MARCO UGARTE

(sda-ats)

Arturo Lopez, il più noto degli agenti della polizia federale messicana che catturarono Joaquin "El Chapo" Guzman lo scorso 8 gennaio è stato ucciso mentre svolgeva il suo lavoro. Lo hanno reso noto fonti della procura di Sinaloa (nordest del paese).

Un gruppo di uomini armati gli ha teso una trappola sul percorso della sua pattuglia sulla strada che da Los Mochis, nello stato di Sinaloa, porta a Navojoa, più a nord sulla costa pacifica, nello stato di Sonora.

È proprio nei dintorni di Los Mochis, feudo tradizionale del Chapo, che il barone del narcotraffico è stato catturato a gennaio da agenti federali, mentre tentava di scappare ancora una volta, dopo la sua fuga spettacolare da un carcere di massima sicurezza nel luglio del 2015.

Lopez era fra i primi uomini che hanno catturato El Chapo - insieme al suo uomo fidato, Ivan Gastelum, alias "El Cholo Iván" - e appunto per questo è stato fra quelli a cui il narcotrafficante ha offerto di "risolvergli la vita per sempre" se lo lasciava andare.

L'agente rifiutò la proposta del boss, e per questo era diventato una sorta di eroe per l'opinione pubblica, in un paese dove la corruzione ha infiltrato e a volte perfino controlla gli organi di sicurezza. Ora, sette mesi dopo, la procura di Sinaloa ha annunciato l'apertura di un'inchiesta sulla sua uccisione.

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SDA-ATS