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La Svizzera finora ha manovrato bene, anche se rimangono molte sfide da risolvere in materia fiscale e di protezione della piazza finanziaria elvetica. In un ultimo incontro con i media prima di lasciare la carica, il segretario di Stato per le questioni finanziarie Michael Ambühl si è dimostrato fiducioso sui negoziati in corso ed ha evitato critiche e polemiche.

Ambühl, che da settembre occuperà la cattedra di gestione dei negoziati e dei conflitti presso il Politecnico federale di Zurigo, ha negato che vi siano state tensioni con la responsabile del Dipartimento delle finanze. Sono sempre andato d'accordo con Eveline Widmer-Schlumpf, come pure con gli altri quattro consiglieri federali con cui ho lavorato durante la carriera diplomatica, ha detto ai giornalisti.

I rimproveri di aver trascurato i negoziati con gli Stati Uniti per preparare i corsi al Politecnico sono "infondati", ha aggiunto il 62enne. Il segretario di Stato non ha voluto fornire dettagli visto che le trattative sono ancora in corso.

A suo avviso la Svizzera ha operato bene sulle questioni finanziarie anche se rimane ancora molto da fare. L'importante è evitare accordi con disposizioni retroattive. È sbagliato credere che la Svizzera si sia arresa alle pressioni straniere, "sul piano internazionale, abbiamo la reputazione di essere tenaci", ha aggiunto.

Per il futuro professore, le discussioni con l'Unione europea sull'imposizione delle imprese potrebbero concludersi entro la fine dell'anno. Si delinea anche una possibile soluzione con l'Italia in vista di un accordo fiscale sulla base dell'imposta alla fonte. Roma potrebbe "trascinare" anche altri paesi su questa via.

Ambühl è stato il primo segretario di Stato alle questioni finanziarie internazionali. Il Consiglio federale lo aveva nominato nel 2010 nel bel mezzo della bufera che ha investito la piazza finanziaria elvetica.

Ambühl è stato in prima linea nella ricerca di una soluzione globale con Washington, che ha preso di mira una serie di banche elvetiche accusate di aver aiutato cittadini Usa ad evadere il fisco e ha anche negoziato con l'UE su temi quali la fiscalità delle imprese e l'evasione fiscale, per evitare lo scambio automatico di informazioni.

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SDA-ATS