Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La crisi dei rifugiati rischia di essere una minaccia per l'economia globale, con il timore che la crisi si ampli ad altri Paesi africani.

Lo afferma la Banca Mondiale ribadendo l'allarme lanciato negli ultimi giorni da Fmi e G20, che ritengono il flusso dei migranti uno dei rischi sulla ripresa.

"C'è bisogno dei migranti. Dobbiamo aumentare la diversità e l'inclusione nelle nostre società. Non solo perché è la cosa giusta da fare, ma per ragioni economiche", afferma la Banca Mondiale. La crisi dei rifugiati è un "disastro umanitario", ha detto presentando il World Economic Outlook Maurice Obstfeld, il capo economista del Fmi, sottolineando che si tratta anche di un test per l'Unione Europea.

Secondo uno studio del Fmi sui migranti pubblicato in gennaio, in Europa sono necessarie azioni per sostenere la loro integrazione nella forza lavoro, così da allentare i timori per l'esclusione sociale ma anche per i potenziali benefici economici di lungo termine. A fronte di un costo di bilancio iniziale, infatti, la rapida integrazione degli immigrati nella forza lavoro ha benefici economici, soprattutto nei Paesi alle prese con l'invecchiamento della popolazione.

Il timore più immediato è che la crisi possa avere un effetto su Schengen. Una sospensione - secondo il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde - avrebbe conseguenze pesanti. "L'aumento dei rifugiati è una sfida globale che deve essere affrontata con una collaborazione globale", ha detto di recente Lagarde.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS