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Profughi eritrei in un parco a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria di Como.

Keystone/KEYSTONE/TI-PRESS/FRANCESCA AGOSTA

(sda-ats)

È in continuo aumento il numero di migranti accampati a Como perché non riescono a raggiungere i Paesi del nord Europa attraverso la Svizzera.

Le ultime stime della Caritas parlano di 500 persone (la maggior parte africani con famiglie e minori soli), assistite dalle associazioni di volontariato che hanno organizzato una mensa e messo a disposizione alcune decine di posti letto.

Il Ministero dell'Interno italiano e la Prefettura sono al lavoro per individuare una struttura per ospitarli. Tra le ipotesi prese in

considerazione la caserma De Cristoforis dell'Esercito o l'ex ospedale Sant'Anna.

Secondo l'assessore ai servizi sociali di Como, Bruno Magatti, "ora che i numeri sono diventati importanti e stabili non si può pensare di andare avanti con i volontari". "Non esiste che uno Stato non si faccia carico del problema - ha aggiunto - e non organizzi una risposta strutturata".

Ma la Lega Nord ha già espresso tutta la sua contrarietà. "Bisogna sgomberare il bivacco e ripristinare la legalità - ha detto il deputato Nicola Molteni - Accoglienza solo per chi scappa davvero dalla guerra, per tutti gli altri espulsioni e rimpatri".

Da oggi intanto è entrato in funzione un presidio sanitario fisso organizzato. Finora si sono segnalati tre casi di scabbia.

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SDA-ATS