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Migranti: Erdogan, Grecia ha agito come i nazisti

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato Atene di violenze sui migranti. KEYSTONE/EPA/STEPHANIE LECOCQ sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 11 marzo 2020 - 11:12
(Keystone-ATS)

"Non c'è alcuna differenza tra quello che hanno fatto i nazisti e le immagini provenienti dalla frontiera greca". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, accusando Atene di violenze sui migranti.

"Sparare e usare ogni tipo di mezzo inumano contro persone innocenti, il cui solo obiettivo è salvare la propria vita e offrire un futuro migliore ai propri figli, è una barbarie", ha attaccato il leader di Ankara.

"Finché tutte le aspettative della Turchia non verranno soddisfatte in modo tangibile, manterremo le attuali misure alle nostre frontiere" rispetto ai migranti, ha sostenuto Erdogan, citando tra le richieste all'Ue la "libertà di movimento" dei turchi in Europa, "la revisione dell'unione doganale e l'assistenza finanziaria".

Erdogan si è poi espresso sul nuovo coronavirus, dopo che la scorse notte Ankara ha confermato il primo caso di contagio da Covid-19 sul territorio turco. "Ci auguriamo che la Turchia superi questo problema senza perdite. Abbiamo preso in tempo le misure necessarie affinché il coronavirus non si propaghi. Nessun virus è più forte delle nostre misure", ha detto.

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