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Migliaia di migranti africani, per lo più eritrei e sudanesi, si sono radunati la scorsa notte nel centro di Tel Aviv per protestare contro una nuova legge che hanno definitivo ''punitiva'' nei loro confronti.

Tale legge, entrata in vigore il mese scorso, prevede che i datori di lavoro prelevino il 20 per cento dei loro stipendi e lo versino in un fondo di risparmio obbligatorio. I migranti potranno a loro volta prelevare i fondi così accumulati solo alla partenza da Israele.

Secondo alcuni centri sociali, si tratta di ''un espediente'' per incoraggiare la fuoriuscita da Israele dei migranti - oggi circa 40 mila - senza che essi siano formalmente espulsi. Nella manifestazione è stato inoltre affermato che i tagli agli stipendi dei migranti aggraveranno in maniera sensibile le loro condizioni di vita e rischiano di acuire i problemi nei rioni poveri di Tel Aviv dove essi sono concentrati.

SDA-ATS

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