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Barack Obama ospiterà il prossimo anno un summit Onu sulla crisi globale dell'immigrazione. Lo ha annunciato l'ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite, Samantha Power, riferisce il New York Times.

Lo scopo del presidente americano è quello di utilizzare l'ultimo anno del suo mandato lavorando per spingere altri Paesi, ma anche del settore privato, a contribuire più aiuti umanitari.

L'annuncio giunge nel momento in cui il flusso di immigrati dalla Siria continua a raggiungere livelli di crisi e, secondo i dati dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), il numero di migranti in Europa ha superato 1 milione nel 2015, con gli arrivi che si sono quadruplicati rispetto al 2014. "La lista di profughi purtroppo continua a crescere. Allo stesso tempo la comunità internazionale è stata assolutamente incapace di tenere il passo", ha detto l'ambasciatrice Power.

"Quest'anno ha dimostrato con dolorosa chiarezza che i nostri sistemi esistenti, approcci e finanziamenti sono inadeguati al compito che abbiamo e per la quantità di sofferenza umana che è in corso", ha aggiunto.

Il summit sui migranti di Obama si terrà durante l'Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre e sarà il culmine di quello che Power ha definito uno "sforzo sostenuto e vigoroso" e che cercherà di trovare nuovi impegni per aiutare gli immigranti a reinserirsi e trovare lavoro. La questione se gli Usa debbano accogliere o meno i profughi dalla Siria ha innescato un accesso dibattito politico nel Paese.

Ma, secondo Power, gli Stati Uniti "continueranno ad accogliere rifugiati". Al momento, sono 70 mila i profughi da tutto il mondo che arrivano ogni anno negli Usa ma, dallo scoppio della guerra civile, si è registrato un numero inferiore di siriani. Una situazione dovuta in parte ai lunghi requisiti necessari ai controlli per la sicurezza.

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SDA-ATS