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Migranti: Onu, viaggi sempre più rischiosi, un morto ogni 40 (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/AP/SANTI PALACIOS

(sda-ats)

Di fronte "alle maggiori restrizioni alle frontiere introdotte nel 2016" e dopo la chiusura della rotta balcanica, i migranti che vogliono raggiungere l'Europa "attraversano viaggi sempre più pericolosi, lungo rotte diversificate, spesso affidandosi ai trafficanti".

Lo scrive l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) in una nota illustrando i risultati di un rapporto.

Il viaggio per l'Italia è estremamente pericoloso, il numero di morti avvenute nel Mediterraneo nel 2016 è il più alto mai registrato, si legge nel rapporto. Dei 5.022 rifugiati e migranti morti o dispersi in mare nel 2016, il 90 per cento era lungo la rotta via mare per l'Italia, con una media di una persona ogni 40 che hanno intrapreso la traversata.

In seguito all'accordo Ue-Turchia del marzo 2016, è infatti drasticamente diminuito il numero di persone che arrivano in Grecia lungo la rotta del Mediterraneo orientale. La rotta del Mediterraneo centrale, dal Nord Africa all'Italia, da allora è divenuta il primo punto di accesso all'Europa.

In totale, aggiunge l'Unhcr, circa 181.436 persone sono arrivate in Italia via mare nel 2016, delle quali il 90 per cento su imbarcazioni partite dalla Libia. Fra loro non solo persone che necessitavano di protezione internazionale, ma anche vittime di tratta e migranti in cerca di opportunità economiche.

Le prime due nazionalità delle persone arrivate in Italia sono state quella nigeriana (21%) e quella eritrea (11%). Un dato impressionante è costituito dal numero crescente di minori non accompagnati o separati, oltre 25.000 nel 2016, che rappresenta il 14 per cento di tutti gli arrivi registrati in Italia nel 2016, un numero più che raddoppiato rispetto all'anno precedente.

SDA-ATS

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