Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Migranti: Unhcr, allarmati per naufragi Libia (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/AP/SANTI PALACIOS

(sda-ats)

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) "è profondamente allarmato dalla notizia di almeno due naufragi al largo delle coste libiche". Lo afferma Vincent Cochetel, direttore dell'ufficio europeo dell'Unhcr.

"Secondo fonti di organizzazioni non governative - prosegue Cochetel - cinque salme di giovani uomini sono state recuperate (ieri, ndr) a 14 miglia dalle coste libiche, vicino a due gommoni vuoti e parzialmente affondati. Dato che di solito questo tipo di gommoni ha a bordo 120/130 persone, l'Unhcr teme che il conto dei morti possa essere molto più alto".

Cochetel ricorda che ieri pomeriggio "le Ong avevano poi ricevuto la richiesta dal Centro di Coordinamento di Salvataggio Marittimo di Roma di cercare una terza barca che aveva mandato una richiesta di soccorso. Questi episodi seguono una settimana di arrivi intensi sulla rotta del Mediterraneo centrale: all'incirca 6.000 migranti e rifugiati sono stati salvati in solamente cinque giorni. Dall'inizio del 2017 a oggi, 21.903 persone hanno attraversato il Mar Mediterraneo dalla Libia diretti in Italia. Nello stesso periodo del 2016, 18.777 persone avevano intrapreso lo stesso pericolosissimo viaggio. Finora, se si escludono queste ultime tragedie, sono 587 le persone morte nell'impresa di attraversare il Mediterraneo verso l'Europa. Il 2016 era stato l'anno con il maggior numero di morti di sempre, 5.096".

"Per sconfiggere il business dei trafficanti di esseri umani - prosegue Cochetel - servono vie legali credibili per le persone che hanno bisogno di protezione internazionale, fra cui il programma di reinsediamento, la riunificazione familiare e sponsorizzazioni private".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS