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Se non ci saranno colpi di scena nelle indagini, potranno essere i risultati delle analisi di laboratorio dei Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri italiani a dare qualche indicazione in più sulla soluzione del giallo del furto della bara di Mike Bongiorno dal cimitero di Dagnente di Arona, sul lago Maggiore. Per ora, nessuna richiesta di riscatto sarebbe arrivata alla famiglia.

Dopo quattro giorni l'inchiesta coordinata dalla Procura di Verbania, almeno in apparenza, è ancora nelle fasi iniziali. Gli inquirenti sono al lavoro per confrontare le testimonianze raccolte, la maggior tra i residenti a Dagnente e in particolare tra coloro che abitualmente frequentavano il cimitero o abitano nelle case attorno. Molte indicazioni date però sono confuse, come quelle di un pensionato che è sicuro di avere visto, da dietro le persiane, un'auto sospetta mentre bloccava l'accesso a una strada vicina al cimitero, ma non ha annotato né il modello né il colore della vettura.

Poco aiuto arriverà dalle telecamere: quelle installate sul piazzale del camposanto non funzionavano o funzionavano così male da non riprendere immagini interpretabili e le altre, nel resto di Arona, sono a "ottica fissa", cioè con un campo d'azione limitato o comunque piazzate in zone che non sarebbero state attraversate dalla banda di trafugatori.

Difficile anche ricostruire quanti siano stati i componenti della banda: probabilmente quattro o cinque, tutti saliti sullo stesso furgone che, una volta caricata la bara, è sceso a valle percorrendo via Campagna, la strada più stretta e buia che immette, dopo il passaggio tra alcune ville, sulla Provinciale.

Le indagini sono concentrate sopratutto in Piemonte, sia verso la pianura sia verso le valli delle montagne ossolane, in direzione della Svizzera, e in Lombardia, nel Milanese.

In una breve intervista pubblicata oggi dall'edizione locale del quotidiano "La Stampa", la vedova di Mike, Daniela Zuccoli, rivela il suo sdegno per il furto: "È come se fosse morto una seconda volta. Mike voleva bene a tutti, non meritava tanto spregio".

Anche oggi, nella consueta messa mattutina del venerdì nella parrocchia S. Giovanni Battista, don Mauro Pozzi ha rinnovato l'invito a pregare per Mike e la sua famiglia.

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SDA-ATS