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Soldati in una mensa (archivio)

KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

L'idoneità al servizio militare è maggiore tra le persone delle zone rurali piuttosto che tra quelle provenienti dai grandi centri urbani. È una delle conclusioni di una ricerca condotta dall'Università di Zurigo.

Differenze riguardo all'età, allo stato professionale socio-economico, al domicilio e alla lingua emergono da questo studio sul reclutamento nell'esercito pubblicata oggi dal Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). L'équipe, guidata dal professor Frank Rühli, ha esaminato le decisioni di idoneità su 241'440 persone soggette all'obbligo di leva fra il 2010 e il 2015, scrive il DDPS.

In tutti i Cantoni, i ragazzi maggiormente abili al servizio sono quelli fra i 19 e i 20 anni, mentre l'inidoneità cresce proporzionalmente all'età della persona. I giovani con uno stato professionale socio-economico piuttosto basso o piuttosto alto sono quelli che vengono scartati più facilmente.

Secondo i risultati dell'inchiesta, i Comuni conservatori e con un orientamento politico prevalentemente di destra presentano quote d'idoneità più elevate rispetto a quelli con ideologia di sinistra o liberale-progressista.

Dallo studio emerge inoltre che i romandi sono generalmente meno abili al servizio degli svizzero tedeschi. Dal canto loro, la percentuale dei ticinesi si situa a metà del guado.

Il Comando dell'esercito ha deciso di far realizzare uno studio successivo volto ad analizzare gli eventuali rapporti di reciprocità tra questi fattori d'influenza, sottolinea il DDPS. Quella diffusa oggi è la prima inchiesta su vasta scala in merito all'idoneità con dati del nuovo sistema di reclutamento, introdotto nel 2003.

SDA-ATS

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