Navigation

Minneapolis: Onu, attacco senza precedenti ai giornalisti

L'Alto Commissario per i diritti umani dell'Onu, Michelle Bachelet (foto d'archivio) KEYSTONE/AP/Marco Ugarte sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 05 giugno 2020 - 10:22
(Keystone-ATS)

I giornalisti che seguono le manifestazioni di protesta negli Usa per la morte di George Floyd "devono poter fare il loro lavoro senza essere attaccati, intimiditi e arrestati arbitrariamente".

È quanto ha dichiarato l'Alto Commissario per i diritti umani dell'Onu, Michelle Bachelet dopo che in varie città americane proiettili di gomma contenenti gas irritanti sono stati sparati dalle forze dell'ordine contro manifestanti e operatori dei media che davano conto di ciò che stava accadendo.

Molti giornalisti che seguivano le manifestazioni, in più di 300 città Usa, sono stati "aggrediti fisicamente e arrestati senza motivo nonostante i loro tesserini di accredito fossero ben visibili". Oltre 200 casi del genere sono stati segnalati all'Alto Commissario. "Si tratta di un attacco senza precedenti alla stampa" denuncia Bachelet.

"I giornalisti devono essere in grado di compiere il loro importante lavoro senza attacchi né pressioni". Questi incidenti, aggiunge, "sono ancor più gravi se pensiamo che la libertà di espressione è uno dei principi fondamentali e il cuore dell'identità degli Stati Uniti".

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.