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La sonda Rosetta e il lander Philae continuano a giocare a nascondino sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Le comunicazioni tra i due si sono nuovamente interrotte lo scorso 9 luglio, quando Philae ha inviato a Terra l'ultima telemetria.

Secondo gli ingegneri del centro di controllo dell'Agenzia spaziale tedesca (Dlr), Philae potrebbe essersi leggermente spostato, forse a causa dei gas emessi dalla cometa, impedendo così alla sua antenna di rivolgersi correttamente verso Rosetta.

"Philae ovviamente è ancora operativo, perché continua a mandarci dati, anche se lo fa a intervalli irregolari", afferma Stephan Ulamec, responsabile delle operazioni. "Spesso abbiamo temuto che il lander si fosse spento - aggiunge - ma ogni volta ci ha puntualmente smentiti".

Le condizioni attuali di Philae rimangono incerte, ma nel frattempo i tecnici dell'Agenzia spaziale europea (Esa) vogliono cercare di attivare un blocco di comandi che sono ancora memorizzati nel computer del lander per rimettere in funzione gli strumenti Mupus, Romap, Sesame, Ptolemy e Cosac. Se tutto dovesse funzionare, Philae inizierebbe di nuovo a fare ricerche scientifiche sulla cometa per inviare nuovi dati a Terra.

La sonda Rosetta resta ovviamente in attesa di un segnale dal piccolo lander, ma nel frattempo, a partire da questo fine settimana, riprenderà la sua osservazione della cometa: l'obiettivo è quello di esplorare le latitudini meridionali che in queste settimane hanno iniziato ad essere illuminate dalla luce del Sole.

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SDA-ATS