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SIRTE (LIBIA) - L'unica soluzione possibile al conflitto israelo-palestinese resta quella dei due Stati, ma le recenti escalation sul terreno - dal via agli insediamenti israeliani a Gerusalemme est agli ultimi scontri di Gaza - sembrano averla piuttosto allontanata. E' questa la consapevolezza - se non ancora la rassegnazione - emersa al 22/o vertice della Lega araba che si è aperto oggi a Sirte, in Libia.
A dare il senso dell'impasse è stato proprio il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, che nel suo intervento ha avvertito: "Non ci saranno negoziati indiretti con Israele senza la fine dell'occupazione in Terra Santa e della colonizzazione di Gerusalemme". E ha chiesto ai leader arabi di sostenere alcune sue proposte per arginare Israele.
"E' giunta l'ora di un'azione araba comune", è stato lo slogan con cui il padrone di casa, il leader libico Muammar Gheddafi, ha accolto i capi di stato e di governo della Lega araba e gli altri ospiti internazionali, tra cui il premier italiano Silvio Berlusconi, invitato come osservatore. Ma un certo pessimismo si è letto anche nelle parole del segretario della Lega araba Amr Mussa, che ha sottolineato: "Dobbiamo prendere in considerazione la possibilità che il processo di pace sia un completo fallimento. E' tempo di affrontare Israele - ha aggiunto -. Dobbiamo avere piani alternativi perché la situazione è arrivata ad un punto di svolta".
Dalla comunità internazionale - con il ministro degli Esteri spagnolo, presidente di turno dell'Ue, Miguel Angel Moratinos, e il segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, presenti al summit - arriva invece il messaggio di "mantenere i nervi saldi", nonostante gli scontri e l'incursione israeliana a Gaza, e di proseguire sulla via dei colloqui indiretti che dovrebbero portare a una soluzione con Gerusalemme capitale dei due Stati. Considerare Gerusalemme come capitale indivisibile di Israele è infatti "una follia", ha tagliato corto il premier turco Recep Tayyp Erdogan. Per "ridare una chance alla pace", ha insistito anche Berlusconi, Israele deve congelare i "controproducenti" insediamenti nella città santa e restituire alla Siria le alture del Golan.
Anche il dossier del nucleare iraniano è stato all'ordine del giorno della prima giornata del vertice. Ai partecipanti è giunto il messaggio del leader del Cremlino, Dmitri Medvedev, che ha ribadito come la Russia sia ancora intenzionata a risolvere la questione in modo politico-diplomatico, ma che le sanzioni non possono essere escluse.

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SDA-ATS