Navigation

MO: Abu Mazen presente alla Messa di Mezzanotte

La Messa di Mezzanotte si è svolta nella chiesa della Natività di Betlemme alla presenza del presidente palestinese Abu Mazen. KEYSTONE/AP/SAL/ sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 25 dicembre 2019 - 13:49
(Keystone-ATS)

La Messa di Mezzanotte si è svolta nella chiesa della Natività di Betlemme alla presenza del presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen), del premier dell'Anp Muhammad Shtayeh, di un emissario del re Abdallah di Giordania, nonché di consoli di Paesi europei.

Ieri la piazza della Mangiatoia era stata invasa da migliaia di turisti e di pellegrini che hanno accolto in un clima festoso il vescovo Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, che aveva guidato la tradizionale processione dal Patriarcato di Gerusalemme. Ridotta invece la presenza della comunità cristiana di Gaza: Israele ha autorizzato infatti solo 300 dei 950 permessi richiesti.

In un incontro con la stampa Abu Mazen ha intanto confermato la propria intenzione di indire elezioni e ha lamentato che ancora da Israele non sia giunto l'assenso per il loro svolgimento anche a Gerusalemme Est.

"Il Natale - ha rilevato mons. Pizzaballa nella sua omelia - va cercato e non lo si incontra se restiamo chiusi e fermi nelle nostre sicurezze. Potremmo dire che il Natale è il giorno in cui siamo chiamati ad interrogarci ancora una volta su dove ci collochiamo: siamo con i pastori in cammino, alla ricerca dell'Emmanuele, del Dio-con-noi, nella vita nostra e in quella del mondo, oppure anche noi ci siamo chiusi nei nostri palazzi?"

"A volte - ha proseguito - ho come l'impressione che siamo guidati più dalle nostre paure, che dalla luce della gloria di Dio. Che la paura di sbagliare, che il giudizio di questo mondo determini le nostre scelte più che il desiderio di incontrare ogni uomo, amarlo e rivestirlo di luce". Mons. Pizzaballa ha allora invitato i fedeli ad "accettare nella nostra realtà l'esistenza dell'altro diverso da noi, sia esso ebreo, musulmano o cristiano". Non bisogna stancarsi, ha concluso, "di parlare di pace e di costruirla".

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.