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MO: Cisgiordania, valore colonie 19 miliardi dollari

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 maggio 2011 - 15:42
(Keystone-ATS)

Il valore complessivo degli edifici privati e pubblici nelle colonie israeliane in Cisgiordania rasenta i 19 miliardi di dollari. Questa - secondo il quotidiano "Yediot Ahronot" - la stima condotta da esperti dell'Istituto Macro di Economia Politica.

Una prima versione di questa ricerca fu condotta tre anni fa su richiesta del governo dell'allora premier, Ehud Olmert (Kadima), nell'ipotesi di dover provvedere a risarcire decine di migliaia di coloni, nel contesto della realizzazione di accordi di pace che sperava di raggiungere con i palestinesi.

Olmert si basava sul precedente costituito nel 2005 da Ariel Sharon quando ordinò lo sgombero da Gaza di ottomila coloni. Le versioni più aggiornate della ricerca, aggiunge il giornale, sono state realizzate con l'aiuto di fondi europei.

"Yediot Ahronot" precisa che nel 2004 il valore globale degli edifici israeliani in Cisgiordania (privati e pubblici) era di 12,6 miliardi di dollari. Sarebbe salito a 17,4 miliardi nel 2010 e a 18,8 miliardi nel maggio 2011.

Secondo la ricerca, la grande maggioranza dei coloni vivono ad ovest della Barriera di sicurezza: il loro numero aggiornato è di 245 mila. A est della Barriera, in insediamenti più isolati, abitano complessivamente 73 mila israeliani. Secondo questi dati, fra le diverse colonie cisgiordane ci sono forti divari economici e i prezzi degli appartamenti variano in maniera sensibile a seconda della loro dislocazione.

Il tenore di vita più basso è comunque quello dei coloni ortodossi, che popolano le città-colonie di Betar Illit (Betlemme), Modiin-Illit (Ramallah) e la colonia di Emmanuel. Si tratta di 100 mila coloni, secondo stime apparse in passato.

Nel commentare il significato della ricerca il sito web ortodosso Kikar ha-Shabbat sostiene oggi che questo genere di coloni non ha alcuna componente ideologica nazionalista. In cambio di indennizzi adeguati i "coloni ortodossi" sarebbero dunque pronti a lasciare in massa le loro abitazioni in Cisgiordania, per trasferirsi in rioni ortodossi in territorio israeliano

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