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"Non è bene che il volante sia nella mani di Mohammad"

Keystone/EPA/JIM HOLLANDER

(sda-ats)

Desta polemiche in Israele una campagna lanciata nei giorni scorsi dal gruppo ebraico di estrema destra Lehava (fiamma) contro l'assunzione di autisti palestinesi nei trasporti pubblici israeliani.

"Non è bene che il volante sia nella mani di Mohammad" hanno scritto gli attivisti di Lehava' in un volantino che a molti è apparso di tono xenofobo.

Ma oggi, in un'intervista alla radio militare, il leader di Lehava Benzi Gopstein (che risiede nell'insediamento di Kiryat Arba, presso Hebron, in Cisgiordania) ha replicato che le sue motivazioni sono essenzialmente di sicurezza: "Anche un autobus puo' trasformarsi in un'arma - ha osservato - Basti pensare al recente attentato di Gerusalemme dove un camionista palestinese ha travolto ed ucciso un gruppo di militari. Un giorno non potrebbe allora essere utilizzato un bus con lo stesso scopo?".

Lehava esige la sostituzione nei mezzi pubblici di trasporti degli autisti palestinesi con autisti (ebrei e non) che abbiano compiuto il servizio militare in Israele.

Da parte loro alcuni autisti palestinesi hanno denunciato di essere stati attaccati negli ultimi giorni da passeggeri ebrei. Un'organizzazione sindacale, 'Lotta socialista', ha reagito denunciando da parte sua "i veleni razzisti" propagati a suo parere da Lehava e ha precisato che gli autisti ebrei e arabi devono restare uniti. Solo in questo modo, ha aggiunto, potranno difendere i successi sindacali conquistati negli ultimi mesi.

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SDA-ATS