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BERNA - Diversi parlamentari svizzeri che fanno parte dell'Associazione Svizzera-Palestina, si sono detti "sconvolti" e "inorriditi" dall'assalto dell'esercito israeliano contro la flottiglia che recava aiuti umanitari a Gaza, ed esigono dal Consiglio federale che condanni "con tutta la forza possibile" quanto accaduto. Da parte sua, il gruppo Svizzera-Israele punta il dito contro le attività dei filo-palestinesi.
Secondo Josef Zisyadis (POP/VD), Israele ha tutti i mezzi per bloccare i battelli senza causare vittime, ma "ha voluto dare l'esempio, per impedire qualsiasi azione umanitaria della società civile" a favore dei palestinesi. Berna deve chiedere spiegazioni a Israele, convocando "senza indugio" il suo ambasciatore.
Andrea Hämmerle (PS/GR), che presiede l'associazione Svizzera-Palestina, definisce l'operazione israeliana contro un convoglio marittimo di aiuto internazionale, "pazza, spaventosa, drammatica e insopportabile".
Il consigliere nazionale Geri Müller (Verdi/AG) esige, dal canto suo, che il governo israeliano sia denunciato davanti a una Corte di giustizia internazionale.
Di tutt'altro tono i politici che fanno parte del gruppo parlamentare Svizzera-Israele. Il suo presidente Theophil Pfister (UDC/ZG) chiama in causa gli organizzatori della flottiglia umanitaria diretta a Gaza. "Israele - afferma all'ATS - ha certamente messo in guardia i capitani dei battelli, i quali però si sono comportati in modo irresponsabile. Gli attivisti filo-palestinesi devono assumersi la responsabilità di quanto accaduto".

SDA-ATS