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MO: Gerusalemme Est; continuiamo a costruire, Israele

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 novembre 2010 - 11:27
(Keystone-ATS)

GERUSALEMME - Respingendo una volta di più le critiche del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, un portavoce governativo israeliano ha oggi ribadito che la estensione dei rioni ebraici a Gerusalemme Est non contrasta con la asserita volontà del governo di Benyamin Netanyahu di cercare un accordo definitivo di pace con i palestinesi.
Riferendosi alla decisione di costruire 1300 nuovi alloggi nel rione ebraico di Har Homa (Gerusalemme est) un consigliere di Netanyahu, Nir Hefetz, ha detto che essa risale ad ottobre e che solo per un caso è stata resa pubblica mentre il premier si trovava negli Stati Uniti, impegnato in colloqui con il vicepresidente Joe Biden e con il Segretario di stato Hillary Clinton.
"La posizione del primo ministro - ha proseguito Hefetz in una intervista alla radio militare - è che Gerusalemme non è mai stata inclusa nella moratoria delle costruzioni" che ha invece interessato per dieci mesi le colonie cisgiordane e che è terminata a fine settembre.
"Abbiamo sempre detto - ha insistito Hefetz - che i progetti edili a Gerusalemme vengono realizzati come a Tel Aviv o come in qualsiasi altri posto in Israele. Non c'è niente di nuovo e i dissensi in merito con gli Stati Uniti - ha precisato - durano da molti anni e hanno coinvolto diversi governi israeliani". "Dire che Netanyahu ha compiuto una provocazione nei confronti degli Stati Uniti - ha concluso Hefetz - significa fornire una descrizione molto lontana dalla realtà".

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