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Ventisei persone, fra cui tre israeliani ebrei, sono stati arrestati dai servizi di sicurezza di Israele perché sospettati di aver rifornito clandestinamente il braccio armato di Hamas a Gaza di materiali necessari per la produzione di razzi e per l'allestimento di tunnel militari. Uno dei sospetti abita in un villaggio ebraico del Neghev colpito la scorsa estate dal fuoco di Hamas. "È un traditore", ha detto di lui il responsabile degli abitanti della zona.

Oltre ai tre israeliani ebrei, sono stati arrestati anche commercianti palestinesi di Gaza che detenevano permessi di ingresso in Israele. Le loro identità non sono state per ora rese note.

Secondo la radio militare, la rete acquistava in Israele materiali necessari a Hamas (fra cui tubature di vario genere, pannelli di metallo, fibre ottiche) e li faceva entrare di nascosto a Gaza attraverso il valico commerciale di Kerem Shalom. Il valore di queste transazioni, ha aggiunto l'emittente, è stimato in diversi milioni di dollari.

L'israeliano del Neghev accusato oggi al tribunale di Beer heva (Neghev) di aver partecipato attivamente alle operazioni si dice innocente. Il suo arresto, avvenuto settimane fa, è stato reso pubblico solo oggi. "Se colpevole - ha detto David Yellin, il presidente del consiglio regionale del Neghev occidentale (che per 50 giorni si è trovato esposto al fuoco di Hamas la scorsa estate) - quel traditore deve essere chiuso in una cella per tutta la vita". I suoi familiari vivono ancora in un villaggio situato a pochi chilometri in linea d'aria da Gaza.

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SDA-ATS