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"Israele non lascerà mai le Alture del Golan": lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu che questa mattina sul posto ha tenuto una riunione straordinaria del governo.

"La linea di confine attuale - ha spiegato - non cambierà indipendentemente da quanto avverrà sul versante siriano. Nei 49 anni in cui Israele ha mantenuto il controllo su questo territorio, si è avuta pace e prosperità. Israele - ha aggiunto - è oggi la soluzione e non il problema".

Il futuro assetto politico in Siria è stato oggetto ieri di una telefonata fra il segretario di Stato Usa John Kerry e il premier Benyamin Netanyahu, secondo cui è tempo che la comunità internazionale accetti che le alture del Golan resteranno sotto controllo israeliano.

In un intervento di fronte ai ministri del suo governo convocati oggi in riunione straordinaria sul Golan, Netanyahu ha aggiunto di aver detto a Kerry di "nutrire dubbi che la Siria possa tornare ad essere quella che era in passato".

"Ho detto al segretario di Stato - ha proseguito - che Israele non si opporrà ad un accordo politico per la Siria, a condizione che esso non venga a detrimento della nostra sicurezza. Cioè che, in fin dei conti, le forze dell'Iran, degli Hezbollah e dell'Isis siano espulse dalla terra siriana".

È giunto il momento, ha concluso, che la comunità internazionale prenda atto di due "fatti basilari": che la linea di demarcazione con Israele non sarà alterata, e che il Golan "resterà per sempre sotto sovranità israeliana"

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SDA-ATS