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GERUSALEMME - Non c'è parità fra ebrei e arabi neppure sul fronte abitativo a Gerusalemme, dove circa l'80% delle case e dei terreni edificabili è oggi precluso a qualsiasi possibilità di acquisto da parte della popolazione palestinese residente. Lo sottolinea un rapporto presentato dalle organizzazioni non governative (ong) israeliane Ir Amim e Binkom in risposta alle ripetute affermazioni di tenore opposto fatte dal sindaco della città, Nir Barkat.
Secondo le due ong, impegnate sul terreno dei diritti civili e della pace, i risultati di un'indagine capillare condotta di recente confermano in realtà un quadro di profonda disuguaglianza. I dati rivelano in particolare che l'80% delle aree residenziali e destinate a sviluppo urbano di proprietà del demanio israeliano (vale a dire oltre la metà dell'intera superficie di Gerusalemme) è inaccessibile agli arabi, inclusi quelli residenti da sempre in città, a causa del loro status o delle restrizioni imposte dal municipio nei loro confronti in materia di permesso di residenza permanente.
Sul piano sociale vige inoltre una separazione di fatto tra le comunità e, nella prassi, risulta impossibile per i palestinesi comprare casa a Gerusalemme ovest (la parte della città che era sotto il controllo di Israele anche prima del 1967).

SDA-ATS