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È salito oggi a sette il numero di giovani ebrei israeliani (quasi tutti minorenni) arrestati dalla polizia di Gerusalemme perché sospettati di aver preso parte nella serata di venerdì al tentativo di "linciaggio" - così definito dalle stessi investigatori - di un ragazzo palestinese e all'aggressione di gruppo di altri due nella centrale Piazza Sion.

La vicenda ha suscitato grande indignazione anche perchè il raid si sarebbe svolto - come sottolineano i media - alla presenza di centinaia di persone senza che nessuno intervenisse a difesa dei giovani malmenati. Parole di condanna sono state pronunciate oggi, fra gli altri, dal presidente della Knesset (parlamento) Reuven Rivlin (Likud).

Il bersaglio principale dell'attacco, Jamal Joulani, 17 anni, originario di Gerusalemme Est, è intanto ancora in ospedale, in gravi condizioni. Un ufficiale della polizia di Gerusalemme - citato dal sito Ynet - ha così descritto la dinamica degli eventi: "Una ragazza ha incitato e spinto gli altri a ferire i giovani arabi. C'è stato un assalto e insulti razzisti. I sospettati si sono dal canto loro difesi sostenendo che il movente della 'spedizione punitiva' del branco (formato secondo uno degli aggrediti da una cinquantina di scalmanati) sarebbe stato un episodio di presunte molestie sessuali ai danni della ragazzina del gruppo vista poi in prima fila a istigare la violenza di venerdì. Episodio che la ragazza attribuisce a palestinesi.

Questa vicenda, che risulta essere stata denunciata alla polizia due settimane fa, è tuttavia al momento ancora al vaglio degli investigatori, secondo quanto ha precisato oggi stesso la radio militare israeliana.

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SDA-ATS