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"È la crisi bellezza, e non puoi farci niente" avrebbe detto Humphrey Bogart, mentre si alzava il bavero del suo impermeabile. Ed è proprio la crisi economica a decretare la fine di uno dei marchi leggendari della moda italiana, Valstar.

Da domani, scrive la Gazzetta di Mantova, chiuderanno lo showroom di Milano e la fabbrica di Bagnolo San Vito, nel Mantovano, dopo che la proprietà nel 2005 era passata alla famiglia Bianchi della Lubiam.

A metà aprile l'amministratore delegato di Valstar, Stefano Massa, ha ceduto il passo a William Donati dello studio Morri Cornelli associati di Milano. Qualche settimana fa ai sindacati è arrivata la comunicazione della chiusura dello stabilimento di Bagnolo (già fermo), con i 13 dipendenti che andranno in cassa integrazione.

"La situazione è in evoluzione – si limita a dire Donati - Stiamo lavorando di concerto con i sindacati perché non ci siano problemi con nessuno, lavoratori e fornitori, e per salvare un marchio importante".

La Valstar ha sede legale a Milano ed è un marchio storico, quello della sartoria inglese arrivata a Milano nel 1911 per aprire una fabbrica di impermeabili e giubbini che hanno fatto epoca, e di un cinese, Sai Vita, che la guidò per generazioni.

Tra i suoi clienti celebrità come Hemingway, Audrey Hepburn e Marlon Brando e, più di recente, Eric Clapton, Madonna, Putin e Berlusconi. I Bianchi, famiglia di imprenditori mantovani, tenteranno di salvare il salvabile, magari cedendo la griffe storica, che ha sempre puntato ad una produzione di alta qualità e a clienti di target medio-alto distribuiti sui mercati di Stati Uniti, Germania e Giappone.

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SDA-ATS