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Fari puntati in Francia sul gruppo di abbigliamento Abercrombie & Fitch, marca feticcio dei teen-ager, sospettata di effettuare assunzioni discriminatorie, basate sulla sola apparenza fisica. In particolare, rivela oggi il quotidiano Le Monde, il Difensore dei Diritti, Dominique Baudis, ha deciso di procedere all'analisi delle condizioni su cui si basa "il processo di reclutamento" del gruppo.

Per lui, i responsabili del marchio americano "sembrano basare le loro pratiche di assunzione su criteri discriminatori, in particolare, l'apparenza fisica". È noto che la griffe ha fatto dell'avvenenza del suo personale un marchio di fabbrica, coltivando da anni un'immagine giovane e sexy.

All'ingresso della grande boutique parigina, sugli Champs-Elysées, quotidianamente invasa da sciami di giovanissimi, campeggiano venditori a torso nudo, dal fisico scolpito, che propongono alle adolescenti di farsi fotografare in loro compagnia, prima di accedere al negozio.

Abercrombie & Fitch si è già fatta notare per misure radicali, come quando, nel maggio scorso, ha deciso di ritirare dal suo reparto femminile le taglie XL e XXL. Una strategia riconosciuta dallo stesso numero uno del gruppo, Michael Jeffries, secondo cui questa strategia influenza il reclutamento: "È per questo che nei nostri negozi assumiamo gente bella. La gente bella attira altra gente bella e noi vogliamo rivolgerci a gente cool e bella", dichiarava in un'intervista al magazine Salon, nel 2006.

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SDA-ATS