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NAIROBI - Una violentissima battaglia, probabilmente la più intensa dall'inizio dell'anno, è in corso dalla tarda serata di ieri a Mogadiscio. Almeno una decina di morti, quasi tutti civili - tra loro, sembra, anche alcuni bimbi - e più di una ventina di feriti. Lo rendono noto siti somali concordi citando fonti ospedaliere e testimonianze dal posto.
Nell'infuriare della battaglia, praticamente sotto le bombe, il presidente della Repubblica Sharif Sheikh Ahmed, dinanzi ad un centinaio di dignitari, sta 'festeggiando' il primo anno di mandato: non certo felice, e tantomeno fruttuoso.
Lo scontro è stato lanciato dagli Shabaab, il braccio armato somalo di al Qaida, contro alcune guarnigioni dell' Amisom, i peacekeeper panafricani schierati dall'Unione Africana che non riescono a bloccare l'avanzata degli integralisti islamici. L'Amisom è ormai il bersaglio preferito e dichiarato degli Shabaab e dei loro alleati, che li accusano di illegittima presenza sul suolo somalo, poiché non sono musulmani, e di uccidere indiscriminatamente civili.

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SDA-ATS