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NAIROBI - Almeno 15 morti ed una sessantina di feriti, quasi tutti civili, tra cui una donna ed un bambino. E' il bilancio, ancora provvisorio, di una violentissima battaglia a colpi di artiglieria pesante avvenuta nel corso della notte ed ancora nella mattinata a Mogadiscio. Lo riferiscono siti concordi somali citando testimonianze dal posto e fonti mediche.
Sono stati gli Shabaab, il braccio armato somalo di al Qaida, ad iniziare i bombardamenti contro postazioni governative e dei peacekeeper panafricani (poco più di 5.000 uomini, ugandesi e burundesi, del tutto insufficienti a bloccare l'avanzata degli insorti islamici) che hanno risposto. E, come sempre, moltissimi tiri sono caduti su abitazioni civili.
E' dalla seconda metà della settimana scorsa che sono in corso nella capitale somala i combattimenti più violenti e sanguinosi registrati dall'inizio dell'anno. Centrato dagli Shabaab anche un ospedale con il risultato che sono stati falcidiati civili in coda.
Dall'inizio dell'offensiva degli integralisti islamici (maggio 2007) sono oltre 20.000 le vittime civili, ed 1,5 milioni di profughi, che si trovano in situazioni disperate.
Gli Shabaab e i loro alleati (il cui numero si infoltisce di giorno in giorno) controllano tutto il sud della Somalia, larga parte del centro e centro ovest, e la quasi totalità di Mogadiscio.
Intanto, mentre tutto sembra precipitare, ancora ieri il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha ribadito ad Addis Abeba, nel corso del vertice dell'Unione Aficana, che le Nazioni Unite stanno valutando "se ci siano le condizioni per un intervento di peacekeepers". Una valutazione che dura da molti mesi.

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SDA-ATS