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C'è da guadagnare assai.

KEYSTONE/ALEXANDRA WEY

(sda-ats)

I campionati mondiali di sci alpino di St. Moritz sono un affare milionario che ha consistenti ricadute per la regione, soprattutto nel periodo di allestimento delle competizioni e per le attività artigiane e della ristorazione.

Per altri settori i benefici sono più a lungo termine o quasi trascurabili.

Gli organizzatori e il comune di St. Moritz investono rispettivamente 65 e 12 milioni di franchi, per ampliare le infrastrutture stabili della zona, come quelle che servono all'innevamento delle piste. E questi 77 milioni di franchi sono in gran parte spesi nella zona. A ciò si aggiunge una somma salariale di 10 milioni di franchi sulla quale vengono prelevate le imposte sul reddito.

"Per quanto possibile vediamo di tener conto dei fornitori e dei prodotti locali", dice all'ats Thomas Rechberger, responsabile delle finanze del mondiale in Alta Engadina. Un "grossa fetta" del budget è spesa nella regione, ma quanti soldi esattamente vi rimarranno si potrà sapere solo dopo un'analisi che consideri anche l'indotto al termine delle competizioni, precisa.

Michael Pfäffli, presidente della società locale del commercio e delle arti e mestieri (Handels- und Gewerbevereins St. Moritz, HGV), conferma quanto detto da Rechberger e precisa che solo una minoranza dei membri della HGV si lamenta di non avere le entrate supplementari auspicate grazie ai mondiali.

Secondo Michael Pfäffli ad usufruire maggiormente del grande evento sportivo è soprattutto il settore artigianale, dove "sono tutti coinvolti in un certo qual modo". La costruzione dell'infrastruttura per il mondiale di sci incrementa infatti il fatturato di molte aziende artigiane.

Mentre per i commercianti in senso stretto è invece un'altra cosa. Il segmento di lusso non beneficia quasi di un aumento del volume d'affari durante le due settimane di competizioni. La gare sciistiche infatti non sono necessariamente un'occasione che attira la clientela di gioiellerie, gallerie e boutique esclusive.

La gastronomia e altri negozi vedono invece sicuramente più denaro fluire nelle loro casse, poiché "di rado ci sono in Engadina così tante persone come in questo periodo", dice Pfäffli.

Ariane Ehrat, direttrice dell'organizzazione turistica Engadin St. Moritz, nota che l'avvenimento crea un effetto pubblicitario immediato: circa la metà dei visitatori del mondiale arriva per la prima volta nella regione. Ehrat ricorda però che una parte consistente - dal 20 al 30% - dei 140'000 spettatori attesi in questo periodo al mondiale, che l'Engadina di solito non ha, sono presenti per un sola giornata.

Urs Höhener, presidente dell'associazione locale degli albergatori, spiega che il settore alberghiero approfitta soprattutto a lungo termine della grande manifestazione sportiva. "Il profitto finanziario è limitato durante le due settimane. Molti alberghi si sono impegnati con gli organizzatori a riservare le camere a condizioni convenienti durante il mondiale di sci. Camere che in febbraio, essendo alta stagione, sarebbero comunque in gran parte occupate e a prezzi superiori. Inoltre durante l'evento sono per lo più assenti frequentatori abituali.

In occasione dell'ultimo mondiale di sci a St. Moritz, nel 2003, gli hotel avevano registrato 16'000 pernottamenti supplementari; ciò che corrisponde ad un incremento del 3,4% rispetto all'anno precedente. Comunque - aggiunge Höhener - per il settore alberghiero prevalgono gli aspetti positivi. L'evento è un buona pubblicità anche a lungo termine. Ad esempio vari canali televisivi non riferiscono solo delle competizioni ma fanno anche dei servizi sulla regione. E soprattutto gli investimenti nelle infrastrutture comportano un miglioramento dell'offerta turistica. Importante è poi l'effetto di coesione e di crescita per albergatori, commercianti, artigiani e impianti di risalita.

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SDA-ATS