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TEL AVIV - Il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, ha rivolto oggi un duro monito al governo libanese e agli integralisti palestinesi di Hamas, accusandoli - separatamente - di portare la responsabilità di tre distinti attacchi avvenuti in questi giorni al sud e al nord d'Israele.
In una dichiarazione ritrasmessa stasera dalla tv israeliana, Netanyahu ha ribadito le accuse al Libano per lo scontro di confine avvenuto ieri e sfociato nella morte di un ufficiale israeliano, oltre che di due soldati e un giornalista libanesi. Scontro che ha coinvolto militari israeliani impegnati "all'interno dei nostri confini", ha sottolineato.
Quanto a Hamas, il premier l'ha chiamato in causa per il recente lancio d'un missile dalla Striscia di Gaza contro la città israeliana di Ashqelon, seguito da una rappresaglia aerea che egli ha rivendicato d'aver ordinato in prima persona. Ma anche per il successivo lancio eseguito dal Sinai egiziano (e attribuito proprio oggi a imprecisati "gruppi palestinesi" dalle autorità del Cairo) contro Eilat (Israele) e Aqaba (Giordania), costato la vita a un uomo nella cittadina giordana.
Azioni che il governo di Gerusalemme considera "della massima gravità", ha avvertito Netanyahu, invitando "il governo libanese e Hamas... a non mettere alla prova la nostra fermezza". "Israele - ha concluso - risponde e continuerà a rispondere con durezza a qualsiasi minaccia contro i suoi cittadini e i suoi soldati".

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SDA-ATS