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Moritz Leuenberger lascia Implenia, ma non va in pensione

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 febbraio 2013 - 16:20
(Keystone-ATS)

Moritz Leuenberger lascia Implenia, ma non va in pensione: dopo due anni di presenza nel consiglio di amministrazione del numero uno svizzero della costruzione l'ex consigliere federale ha deciso di rinunciare a chiedere il rinnovo del mandato all'assemblea degli azionisti il prossimo 27 marzo.

"Ho la mia concezione personale del lavoro di un consigliere di amministrazione e questa non è stata sempre congruente al 100% con le aspettative", ha affermato Leuenberger in un'intervista alla radio svizzera tedesca SRF. L'ex ministro dei trasporti si è però affrettato ad aggiungere che la collaborazione all'interno dell'organo di conduzione strategica di Implenia è stata "eccellente": era possibile porre domande critiche e una visione dall'esterno era considerata benvenuta.

Il politico socialista sostiene di essere riuscito a raggiungere molto nel periodo in carica, fra l'altro con il rapporto sulla sostenibilità, che è stato stilato per la prima volta. Ora si tratta di applicarlo. "E qui l'attività operativa - come quella affrontata da un consigliere federale in carica - in un'azienda non è più richiesta. Vige un'altra concezione sull'importanza di un consigliere d'amministrazione". Secondo Leuenberger sono comunque stati due anni fruttuosi: ne è valsa la pena, per entrambe le parti in gioco.

E ora, quale futuro? In un'intervista pubblicata dal sito online del "Tages-Anzeiger" Leuenberger fa sapere di avere ancora altri incarichi. Inoltre dopo il suo ritiro da Implenia ha ricevuto nuove offerte, che valuterà. A tempo debito informerà anche il pubblico, ha promesso.

Leuenberger rimane infatti in qualche modo un sorvegliato speciale: il suo passaggio dal governo ai piani alti di una impresa che vive anche di appalti pubblici - AlpTransit in primis - aveva infatti sollevato vivaci critiche, anche in seno allo stesso PS. Leuenberger aveva da parte sua detto che avrebbe continuato a fare il lavoro di prima, in difesa del settore pubblico. Ma il mondo politico non ha apprezzato: il parlamento sta attualmente discutendo l'introduzione di regole per evitare che i membri dell'esecutivo possano saltare il fosso con troppa disinvoltura.

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