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Morta blogger tunisina, simbolo rivoluzione gelsomini

La blogger tunisina Lina Ben Mhenni. KEYSTONE/AP/FRANCOIS MORI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 27 gennaio 2020 - 10:35
(Keystone-ATS)

E' morta a 36 anni dopo una lunga malattia che l'aveva costretta ad un trapianto di rene, Lina Ben Mhenni, blogger, giornalista, paladina del diritto alla libera espressione e attivista dei diritti umani.

Era figlia del noto attivista tunisino, Sadok Ben Mhenni.

Il suo blog divenne famoso in tutto il mondo durante la rivoluzione dei gelsomini nel 2011 in Tunisia ed è stata spesso considerata come "la voce della rivolta tunisina".

Lina Ben Mhenni si recò a Sidi Bouzid, dove si era dato fuoco Mohamed Bouazizi l'attivista tunisino che si diede fuoco a dicembre del 2010 per protestare contro le condizioni economiche della Tunisia e morì il 4 gennaio del 2011.

La blogger è stata la prima a raccontare quanto stava accadendo sul suo blog. Nel 2011 ha pubblicato, per le edizioni Indigène, 'Tunisian Girl, blogueuse pour un printemps arabe', in cui racconta la sua storia di blogger indipendente e di manifestante, prima e dopo la rivoluzione.

Nel 2011 venne candidata al premio Nobel per la Pace e molti sono stati i riconoscimenti che ha ricevuto in questi anni, tra i quali il Premio Roma per la Pace e l'Azione Umanitaria: il Premio come migliore reporter internazionale del quotidiano El Pais nel 2011, il Premio Sean MacBride per la Pace, il Premio Minerva per l'azione politica, il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo nel 2014.

Lina negli anni successivi alla rivoluzione si è sempre interessata ai problemi della gente denunciando le violazioni ai diritti umani e i soprusi al potere, finendo anche per vivere sotto scorta per le minacce di morte ricevute.

Ultimamente aveva aderito con entusiasmo al movimento #EnaZeda, traduzione letterale di 'Anch'io', versione tunisina del fenomeno mondiale #Metoo a difesa di tutte le donne tunisine molestate.

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