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I giudici francesi incaricati dell'inchiesta per "omicidio" aperta dopo la morte del leader palestinese Yasser Arafat - in un ospedale militare alla periferia di Parigi - hanno ordinato oggi l'archiviazione per insufficienza di prove.

I magistrati francesi studiavano il caso dal 2012, dopo la denuncia contro ignoti presentata dalla vedova dell'ex presidente dell'OLP in seguito alla scoperta di una sostanza radioattiva molto tossica, il polonio 210, su alcuni effetti personali del marito, morto nel 2004.

In particolare, le analisi degli specialisti svizzeri dell'Istituto di Radiofisica dell'Ospedale universitario vodese (CHUV) a Losanna parlavano di tracce del veleno altamente radioattivo 17 o 18 volte superiori alla normalità.

I giudici francesi non hanno però ravvisato prove sufficienti per stabilire che Arafat sia stato avvelenato dal polonio né per individuare "l'intervento di qualcuno che abbia potuto attentare alla sua vita".

Yasser Arafat morì l'11 novembre 2004 in ospedale a Clamart (Parigi) dopo un rapido deterioramento delle sue già compromesse condizioni di salute.

Le tracce di polonio trovate negli indumenti e attorno alla sepoltura sono state spiegate dai periti con la presenza nell'atmosfera di radon, un gas radioattivo naturale. Nessuna traccia del veleno, invece, nei campioni di urina prelevati su Arafat durante il suo ricovero, fatto che escludere un'ingestione massiccia di polonio a scopo di omicidio.

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SDA-ATS