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È morto questa mattina, nella sua casa di Sarnico, in provincia di Bergamo, l'ingegner Carlo Riva, pioniere della nautica mondiale e patron della società di costruzione dei famosi motoscafi di lusso che porta il suo cognome. Aveva 95 anni.

Carlo Riva sta alla motonautica come Enzo Ferrari lo è stato alla Formula Uno. Sono quei personaggi che lasciano, a prescindere, impronte indelebili. Ed è stato così l'ingegnere di Sarnico che dalle rive del lago d'Iseo ha trasformato l'azienda di famiglia in una cantiere del lusso conosciuto in tutto il mondo.

La storia dei Riva prende forma nel lontano 1842 con Pietro e poi con il figlio Ernesto che introduce sulle imbarcazioni i motori a scoppio. Finita la grande guerra è Serafino Riva che dà un'ulteriore impronta al brand. È l'epoca dei motoscafi da corsa e delle vittorie in Italia e all'estero. Ma è negli anni '50 che Riva fa il salto di qualità. Ed è proprio il giovane Carlo che ne è il protagonista.

"L'ingegnere ha insegnato a tutti noi cosa significano visione, creatività e passione. La sua inesauribile energia innovativa ne fa l'indiscusso Maestro della nautica del XX secolo, un uomo le cui straordinarie creazioni appartengono già alla storia" è il ricordo di Alberto Galassi, l'a.d. di Ferretti Group che da 2000 è il proprietario dell'azienda.

A Carlo Riva, a cui sarà dedicato il prossimo Salone nautico di Genova che si terrà dal 21 al 26 settembre, riesce quella trasformazione che fa del marchio un simbolo di eleganza. Con la sua direzione nascono modelli come Ariston, Tritone, Sebino, Florida. Ma più di tutti quello che viene identificato come il marchio nel marchio, è l'Aquarama che dagli anni '60 è l'icona del cantiere di Sarnico che con le sue imbarcazioni è diventato simbolo del jetset dalla Dolce Vita ai giorni nostri.

"Io, personalmente, perdo un maestro, un esempio di genialità, d'impegno e di amore per il lavoro", aggiunge ancora Galassi che sottolinea come "le barche di Carlo Riva saranno per sempre le più belle del mondo, fonte d'ispirazione per tutti noi che sentiamo, forte, la responsabilità di custodire e portare nel futuro il più importante marchio della nautica mondiale".

Nella sua Sarnico il giorno dei funerali è stato proclamato il lutto cittadino. E anche Rapallo lo piange. Nel comune ligure Carlo Riva ebbe l'intuizione di costruire, tra il 1971 e il 1975, il primo porticciolo turistico in Italia. "Ho lavorato con lui per 30 anni era un grande uomo che ha fatto grande la nautica", dice Marina Scarpino, la direttrice del porto.

SDA-ATS

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