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Moutier (BE) rielegge sindaco autonomista Marcel Winistoerfer

Il sindaco uscente Marcel Winistoerfer si è chiaramente imposto sul candodato filo bernese Patrick Tobler.

Keystone/LAURENT GILLIERON

(sda-ats)

L'attuale sindaco autonomista di Moutier (BE), Marcel Winistoerfer (PPD), in carica dal 2016, è stato rieletto oggi per un nuovo mandato con il 60,9% dei voti. Lo annuncia la Cancelleria comunale. Nulla da fare per il filo bernese Patrick Tobler (UDC).

In dettaglio, il sindaco uscente ha totalizzato 1904 voti, contro 1224 del suo avversario. Il tasso di partecipazione è stato molto elevato, pari al 76%, anche perché si affrontavano due candidati con visioni diametralmente opposte sul futuro di Moutier. Da notare che il municipio è in mani autonomiste dal 1986.

La votazione interveniva in un contesto particolarmente teso per la cittadina, dopo la recente invalidazione del voto del 27 giugno 2017, che aveva sancito il suo passaggio al canton Giura. All'incertezza sull'esito dell'elezione odierna, si è aggiunta negli scorsi giorni anche quella sulla effettiva tenuta dello scrutinio.

Un gruppo di cittadini aveva infatti depositato un ricorso tramite il quale chiedeva di rimandarlo, ritenendo che le autorità cittadine avessero condotto una "propaganda ufficiale inammissibile" durante la campagna, e in particolare durante la manifestazione progiurassiana del 9 novembre scorso. Venerdì la prefetta del Giura bernese ha per finire annunciato la tenuta dell'elezione.

Allargando lo sguardo alla questione di appartenenza cantonale, sono attualmente pendenti due ricorsi contro l'invalidazione del voto. Oltre al Municipio, anche un gruppo di cittadini, patrocinati dal movimento autonomista "Moutier, ville jurassienne", si è rivolto al Tribunale cantonale bernese.

La procedura giudiziaria rischia di protrarsi per le lunghe. Gli autonomisti, come anche gli antiseparatisti sul fronte opposto, hanno già lasciato intendere da tempo che sono pronti ad andare fino al Tribunale federale per ottenere ragione. Ancora prima della decisione della prefetta è stata evocata addirittura la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo.

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